{"id":101,"date":"2025-09-14T23:26:14","date_gmt":"2025-09-14T21:26:14","guid":{"rendered":"https:\/\/basilicadelpilar.com\/it\/?p=101"},"modified":"2025-09-14T23:26:16","modified_gmt":"2025-09-14T21:26:16","slug":"dallumile-oratorio-allmaestosa-basilica-levoluzione-millenaria-del-pilar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/basilicadelpilar.com\/it\/dallumile-oratorio-allmaestosa-basilica-levoluzione-millenaria-del-pilar\/","title":{"rendered":"Dall&#8217;Umile Oratorio all&#8217;Maestosa Basilica: L&#8217;Evoluzione Millenaria del Pilar"},"content":{"rendered":"\n<p>La Basilica del Pilar che conosciamo oggi, un emblema di fede e un capolavoro architettonico, non \u00e8 sorta dal giorno alla notte. La sua storia \u00e8 un viaggio di venti secoli, un&#8217;epopea di pietra e devozione che ebbe inizio con la pi\u00f9 umile delle strutture e culmin\u00f2 nello splendore barocco che stupisce il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le origini si perdono nella nebbia del tempo, sostenute pi\u00f9 da indizi probabili che da dati inequivocabili. La tradizione parla di una piccola cappella, un oratorio dedicato a Santiago, eretto dai primi cristiani lungo l&#8217;Ebro. Questo angusto spazio sacro, testimone silenzioso della Venuta della Vergine, fu il germe di tutto ci\u00f2 che sarebbe seguito.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il passare dei secoli, la fede necessit\u00f2 di pi\u00f9 spazio. Nel II secolo, la cappella primitiva fu ampliata e, dopo la pace della Chiesa concessa dall&#8217;Editto di Milano nel 313, si trasform\u00f2 in un tempio adatto allo svolgimento di un culto pi\u00f9 ampio e solenne. Sotto il dominio arabo, sembra che la chiesa del Pilar, la sacra&nbsp;<em>aedicula<\/em>&nbsp;come la chiamavano gli autori, fosse rispettata, un piccolo faro di fede in una citt\u00e0 prevalentemente musulmana.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Luce della Riconquista e le Prime Grandi Opere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La riconquista di Saragozza nel 1118 port\u00f2 con s\u00e9 una nuova era per il tempio. \u00c8 a partire da questo momento che la sua storia abbandona la penombra ed entra in una &#8220;zona di luce&#8221;. Nell&#8217;anno 1120, il vescovo Don Pedro de Librana ricostru\u00ec la vecchia chiesa del Pilar e ampli\u00f2 le sue strutture; di questo tempio, in stile romanico, deve far parte il timpano che si pu\u00f2 ammirare oggi sulla facciata principale, vicino alla porta bassa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, il fiume Ebro, quel &#8220;vicino molesto&#8221; per l&#8217;integrit\u00e0 della Basilica, dimostr\u00f2 il suo potere con inondazioni che provocarono danni, richiedendo riparazioni continue, come quelle dirette da Hugo de Mataplana.<\/p>\n\n\n\n<p>La tragedia arriv\u00f2 nel 1434 in forma di un vorace incendio che ridusse in cenere il tempio romanico, sebbene l&#8217;immagine della Vergine fu miracolosamente risparmiata dalle fiamme. La regina Do\u00f1a Blanca de Navarra e l&#8217;Arcivescovo Don Dalmau de Mur restaurarono il santuario dove si trovava la Vergine. E gi\u00e0, nell&#8217;anno 1515, per impulso dell&#8217;arcivescovo Don Alonso de Arag\u00f3n, cominci\u00f2 a sorgere una chiesa gotica, chiamata Santa Mar\u00eda la Mayor, della quale ci restano ancora il famoso retablo di Forment e la pregiata cancelleria corale di cui ci occuperemo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Punto di Partenza dell&#8217;Attuale Basilica del Pilar<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il punto di partenza dell&#8217;attuale Basilica del Pilar deve essere collocato nel 1677. \u00c8 allora, almeno, che prende corpo l&#8217;idea di ingrandire il tempio. La visita che il re Carlo II fa a Saragozza, in occasione della sua giura e celebrazione delle Corti, fu decisiva: al ritorno a Madrid, chiese che fossero presentati i progetti della nuova opera, venendo scelti quelli dell&#8217;architetto e pittore Don Francisco de Herrera el Mozo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scavo delle trincee cominci\u00f2 nel 1680, sebbene la prima pietra della nuova Basilica non fu posta fino al giorno di Santiago, il 25 luglio 1681, officiando la cerimonia l&#8217;arcivescovo Don Diego de Castrillo con la presenza del Duca de Hijar, vicer\u00e9 d&#8217;Aragona, e dello stesso architetto Herrera.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l&#8217;appoggio reale, con le risorse degli arcivescovi e del Capitolo, e, soprattutto, con i generosi contributi dei fedeli, i lavori proseguirono a ritmo serrato. L&#8217;11 ottobre 1718 erano terminate le navate dall&#8217;altare maggiore fino al muro occidentale, cio\u00e8 quello che d\u00e0 sull&#8217;odierna calle Jardiel. Furono collocati il coro e il retablo, quest&#8217;ultimo nella sua attuale collocazione, e, tra cerimonie gioiose e solennissime, fu trasferito il Santissimo Sacramento all&#8217;altare della nuova chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma bisognava continuare i lavori, poich\u00e9 restava ancora molto da fare. Fu chiamato l&#8217;architetto di Corte Don Ventura Rodr\u00edguez perch\u00e9 costruisse la Santa Cappella, di cui ci occuperemo subito. Ventura Rodr\u00edguez, nato nel 1717, fu nominato architetto del Pilar da Ferdinando VI nel 1750, ma non giunse nella nostra citt\u00e0 per assumersi la responsabilit\u00e0 dei lavori fino al 1753. La prima cosa che realizz\u00f2 fu la Cappella della Vergine. Ma Don Ventura non limit\u00f2 il suo lavoro alla Cappella della Vergine, bens\u00ec si incaric\u00f2 della direzione dei lavori di tutto il tempio e indic\u00f2 ci\u00f2 che era necessario costruire di nuovo, ci\u00f2 che era necessario rinnovare e ci\u00f2 che bisognava correggere del progetto primitivo di Herrera.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Coronazione di un Sogno Secolare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per mancanza di risorse, i lavori rimasero interrotti, e sarebbe stato il XIX secolo a coronare gli sforzi e le brame delle generazioni precedenti. I lavori ripresero nuovamente il 22 ottobre 1863. Li diressero gli architetti Don Jos\u00e9 de Yarza e Don Juan Antonio Atienza, coadiuvati dallo scultore Don Antonio Palao, dai decoratori Don Agust\u00edn Pardo, Don Joaqu\u00edn Mendoza e Don N. Serrano, dal pittore Don Mariano Pescador e dall&#8217;appaltatore Don Pedro Viri\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Nove anni durarono i lavori in quest&#8217;ultima tappa. Finalmente, il 10 ottobre 1872, l&#8217;arcivescovo di Santiago, Cardinale Garc\u00eda Cuesta, circondato dai dignitari della nazione e da pi\u00f9 della met\u00e0 dell&#8217;episcopato spagnolo, davanti al giubilo straboccante e all&#8217;entusiasmo indescrivibile del popolo, consacr\u00f2 la nuova Basilica in una solennissima cerimonia a cui parteciparono pi\u00f9 di centomila pellegrini. Questa consacrazione coincideva, dunque, con il termine dell&#8217;attuale costruzione del Pilar, e significava la realizzazione di un sogno che, durante due secoli, fu un&#8217;ossessione permanente e una meta irraggiungibile, fino a quel giorno, per tutti gli spagnoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal piccolo oratorio di Santiago alla maestosa Basilica, ogni pietra racconta una storia di devozione, perseveranza e una fede incrollabile che ha plasmato il profilo di Saragozza per millenni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Basilica del Pilar che conosciamo oggi, un emblema di fede e un capolavoro architettonico, non \u00e8 sorta dal giorno alla notte. La sua storia \u00e8 un viaggio di venti secoli, un&#8217;epopea di pietra e devozione che ebbe inizio con la pi\u00f9 umile delle strutture e culmin\u00f2 nello splendore barocco che stupisce il mondo. 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